Abrami Emanuele – Recentemente, è stata presentata sul sito web ufficiale dei frati francescani ( www.sognifrancescani.it ) la fraternità che vive nel Convento di Rezzato. Per chi non li conoscesse già, si tratta di sei Frati Minori, dei quali due (fra Matto Della Torre e fra Lorenzo Assolani) responsabili delle celebri “Missioni al Popolo”, una storica opera di evangelizzazione che, per i Frati Minori, ha un importanza speciale. Significa, infatti, tornare un po’alle origini, alla fonte, di quella vocazione che anni fa li ha spinti ad indossare il saio. Nell’annuncio del Vangelo, come dice proprio fra Matteo Della Torre, risiede il vero spirito del missionario.
Un’attitudine, quella alla missione, che nasce proprio dal capostipite dell’Ordine Francescano: da San Francesco, il quale, dopo la visione del Crocifisso di San Damiano nella Chiesetta di Santa Maria degli Angeli, cominciò a percepirsi come, appunto, “inviato” o “missionario” (dal latino missio, participio passato di mittere, ossia spedire, inviare, mandare). Il Francescano, come Francesco, non è quindi chiamato per sé, ma è mandato per gli altri. Come leggiamo nei Fioretti : “Non ti ho chiamato per te solo, ma anche per la salute degli altri”.
Oggi è più che mai importante andare incontro agli uomini e alle donne del nostro tempo. L’amore stesso spinge soave alla ricerca, che si fa sua condizione d’essere. Gesù stesso disse: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura”. L’evangelizzazione assume quindi un’universalità assoluta, totale, senza barriere o limiti. La spiritualità francescana non trova il suo fulcro nella clausura e nella contemplazione, ma nell’azione e nell’itineranza.
Devono sentire la mancanza di queste loro uscite fra la comunità, i nostri fati francescani, quando potevano visitare parrocchie e periferie della nostra provincia, impegnati nell’annuncio della buona notizia del Vangelo. Un’attività importante della quale, invero, sentiamo tutti la mancanza: ci mancano quei coraggiosi frati capaci di ascoltare la nostra umanità ferita eppure così bella nella sua capacità di generare speranza, e ci manca sentire dalla loro voce quell’invito costante ad essere noi stessi testimoni di letizia e gioia. Una felicità che deve sempre leggersi nei nostri occhi e nei nostri atti: anche e soprattutto nei tempi complessi che stiamo vivendo, nella consapevolezza che i Frati Francescani di Rezzato non ci abbandonano, anzi, ora più che mai sono stretti e vicini a noi.


