Don Sandro Gorni – La parrocchia dei Santi Faustino e Giovita in Botticino Mattina celebra con riconoscenza la memoria di DON GIOVANNI VESPA, zelante CURATO dal 1948 al 1961, a cento anni dalla nascita (1921-2021) e a sessant’anni dalla morte: 27 dicembre 1961 – 27 dicembre 2021.
Mi sovviene la sua figura alta, magra, ieratica, sempre vestito con la tonaca nera. Lo rivedo in preghiera, in meditazione e nella celebrazione mattutina domenicale della S. Messa, in latino. Allora non c’erano i microfoni; don Vespa saliva in piedi sul primo banco davanti ai ragazzi per la predica: spesso si infervorava, commentando il Vangelo, e terminava commosso, con le lacrime agli occhi. Curava bene il catechismo domenicale per i ragazzi e serale per la gioventù e amava grandemente l’Azione Cattolica, in particolare i suoi Fanciulli Cattolici. Il sabato pomeriggio era sempre disponibile per le Confessioni in chiesa.
Amava Cristo, la Chiesa, i “suoi” di Botticino Mattina: per questi ha donato la sua vita. E’ stato un prete del “grembiule”, pronto sempre a servire i ragazzi, i giovani, i lavoratori, i medolèr e i contadini. Molti ricordano la sua presenza alle cave nei casi di incidenti sul lavoro, con morti e feriti; era Lui il Buon Samaritano che si curava dei suoi cavatori, anche partecipando ai memorabili scioperi indetti dai sindacati. Per i lavoratori ha fortemente voluto e realizzato il fabbricato delle A.C.L.I. con annesso il necessario Patronato.
Per la gioventù ha sognato un campo sportivo degno di questo nome per lo sport, in particolare per il calcio ed inoltre seguiva il ciclismo e quanto poteva servire per la promozione umana e cristiana dei “suoi”. Il sogno è diventato presto realtà, con la disponibilità del parroco don Giuseppe Parisio e la collaborazione di molti parrocchiani poveri ma entusiasti.
I giochi di S. Luigi, animati dai giovani, erano un momento di festa e di gioia; il Curato ci metteva del suo per far divertire i ragazzi in Oratorio. La sua mitica “Topolino”, stracarica di ragazzi, scorrazzava spesso per le vie del paese. Dopo una lunga carriera la Topolino venne messa a riposo, soppiantata dalla Fiat 600, nuova fiammante, donata dalla popolazione in riconoscenza al Curato.
Nel frattempo anche il teatro risultava inadatto e allora si è provveduto al restauro completo, aggiungendo la galleria, perché diventasse più capiente come sala cinematografica e per incrementare la possibilità di utilizzarla meglio per il teatro, le commedie, i concerti, gli spettacoli, le adunanze e le conferenze, e per il presepio meccanico; è stato un ottimo servizio per la pastorale giovanile.
Si organizzavano anche gite a piedi sulle nostre colline e al Santuario di Valverde, e in pullman a Castiglione delle Stiviere per onorare S. Luigi Gonzaga, a Caravaggio per venerare la Madonna. Don Vespa era un grande devoto della Madonna Immacolata di Lourdes, alla quale aveva affidato la sua vita e l’aveva offerta generosamente per il popolo di Bottticino Mattina.
Memorabile era stato il pellegrinaggio coi giovani di Azione Cattolica, convocati a Roma dal Papa Pio XII. Pochi conoscono l’amore di don Vespa per il Papa Pio XII e pure la sua amicizia con il bresciano Mons. Giovanni Battista Montini, il futuro Papa Paolo VI. Durante i lavori per il campo sportivo e per il teatro arrivò da Roma un forte contributo economico a beneficio dell’Oratorio, come segno di amicizia e di solidarietà, risposta concreta alla richiesta formulata per lettera dal Curato. In riconoscenza don Vespa intitolò l’Oratorio a S. Govanni Battista in onore all’amico.
La carità, i poveri, i bisognosi hanno sempre trovato solidarietà e disponibilità; tra le iniziative mi piace ricordare l’impegno per gli abitanti del Polesine, durante la disastrosa alluvione causata dal Pò; inoltre quando la frana a Levrange distrusse il paese valsabbino, tanti aiuti concreti vennero raccolti in paese e portati alla popolazione di Levrange.
La carità non è mai mancata neanche per i vicini di Botticino Mattina, arrivando pure agli anziani e agli ammalati nelle case e negli ospedali.
Negli ultimi mesi del 1961 si era sparsa la voce in paese della malattia di cui soffriva don Vespa, ricoverato all’Ospedale civile di Brescia, una malattia allora incurabile. Noi adolescenti pensavamo che non fosse così grave la situazione, fino a quando non abbiamo sentito suonare a lungo le campane a morto: era il 27 dicembre 1961 e in un battibaleno la mesta notizia è arrivata nelle case e nel cuore di tutti. Il giorno il 29 dicembre, tutto il popolo di Botticino Mattina ha partecipato al solenne funerale ed ha accompagnato il suo Curato fino al cimitero Vantiniano di Brescia, dove è stato sepolto.
Ci ricorda S. Paolo: “Ogni stella brilla del suo splendore”.
Dopo cento anni dalla nascita e dopo sessant’anni dalla morte, la stella del Curato Don Giovanni Vespa brilla e illumina ancora la nostra parrocchia e sarà sempre custodita come un tesoro prezioso nel nostro cuore.


