Approfondimenti finanziari e di mercato a cura sportello SoS Imprese/privati del Comune di Rezzato
Il responsabile del servizio Roberto Vornoli sosbanca@comune.rezzato.bs.it
L’analisi in oggetto, recentemente diffusa dagli organi di stampa, evidenzia segnali preoccupanti per l’economia globale e del nostro paese con rincari e scarsità di approvvigionamento materie prime che colpiscono l’industria. A fronte di uno scenario economico incerto, in ambito finanziario registriamo la forte salita dei tassi di interesse, confermata sia dall’andamento del treasury statunitense a 10 anni, stabilmente oggi allocato in area 3%, che dall’ evoluzione dell’Eurirs A/6M a 30 anni, passato dallo 0,5% del luglio 2021 al quasi 2% attuale, reo dell’impennata dei tassi fissi dei mutui che tanto abbisognano al nostro ciclo economico finanziario familiare per sostenere l’acquisto delle abitazioni. Pur evidenziando un maggior numero di occupati, l’analisi ‘congiuntura flash’ del centro studi di Confindustria sottolinea come nel secondo trimestre 2022 lo scenario per l’Italia resti complicato (dopo la perdita di uno 0,2% di Pil nel primo trimestre) anche a causa del proseguire del conflitto in Ucraina. I dati rilevati in aprile ed in maggio confermano il sommarsi di rincari delle commodity, profonda scarsità di materie prime e alta incertezza. Per contro il progressivo affievolirsi dei contagi potrebbe contribuire a sostenere i consumi. Nel complesso l’analisi in oggetto evidenzia un andamento della nostra economia che appare ancora negativo. I PROBLEMI ENERGETICI Approfondendo il tema dei rincari energetici, abbiamo oggi la consapevolezza che un blocco definitivo all’import di gas russo rappresenterebbe un forte shock su volumi e prezzi che potrebbe portare a riflessi negativi accentuati sull’economia italiana, con forte carenza di volumi di gas per industria e servizi ed ulteriore aumento addizionale dei costi energetici, con un impatto totale sul Pil italiano che per il periodo 2022-2023, secondo fonti maggiormente pessimistiche, potrebbe aggirarsi poco al di sotto di un meno 2,0% di media annua. COME SONO CAMBIATE LE CATENE DI APPROVVIGIONAMENTO Il periodo attuale risulta caratterizzato dal ritorno dell’inflazione a tassi che in Italia non si registravano dalla fine degli anni ‘90. Il fenomeno ha molteplici cause, a partire dal rapido rimbalzo della domanda globale dopo la caduta provocata dalla pandemia, che si è combinato con una dinamica più lenta dell’offerta, sottoposta ad un processo di ristrutturazione iniziato già dopo l’ultima Grande Recessione. La globalizzazione dei mercati che ha caratterizzato gli ultimi decenni è da tempo sottoposta a forte trasformazione con settori tra loro fortemente dipendenti, una frammentazione geografica abbinata all’estensione delle filiere produttive, con richiesta di produzioni just in time ed una forte concentrazione produttiva allocata nelle regioni asiatiche capitanate dalla Cina. Da qui la nascita di un nuovo processo di deglobalizzazione e ricollocamento produttivo su filiere più brevi e nuovamente orientate su base macroregionale. Non per ultimo, la pandemia, con la sospensione delle attività produttive e l’intasamento nelle forniture globali di diversi prodotti, (a partire dalle mascherine, per non parlare di semiconduttori, e per arrivare ai container) ha fortemente pesato sui settori strategici (Sanità, Automotive, I&T, Oil&Gas). A rafforzare l’aumento dei prezzi, già nel 2021, si è innescata l’escalation dei rincari di gas e petrolio, provocato dal simultaneo aumento della domanda globale di energia e dalle politiche di transizione ecologica, che hanno disincentivato gli investimenti e ridotto la capacità produttiva del settore Oil&Gas. L’ultimo tassello di tale andamento economico negativo è oggi rappresentato dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, situazione questa che ha ulteriormente messo in risalto il tema delle dipendenze strutturali dell’Unione Europea rispetto all’approvvigionamento di prodotti energetici e materie prime essenziali in diversi processi manifatturieri (metano, neon, nichel, palladio, alluminio, argilla). LE PREVISIONI DEI MERCATI PER I PROSSIMI MESI L’analisi dei principali analisti finanziari rimane cauta sui titoli azionari globali, a causa del difficile contesto macroeconomico, dell’elevato rischio geopolitico e di un nuovo ciclo di ribassi degli utili aziendali previsto per il secondo semestre, sulla scia della contrazione dei margini nonostante la forte correzione già espressa. Ci troviamo in presenza di un contesto macro molto complesso, con gli economisti che in generale stanno rivedendo al ribasso le loro previsioni sul PIL, alzando le stime sull’inflazione con un primo rialzo della BCE visto a luglio. Ciò non di meno i rendimenti dei titoli obbligazionari europei sono orientati al rialzo e i rischi geopolitici permangono elevati. Non che in altri mercati si possa respirare maggior ottimismo con le continue turbolenze della catena di approvvigionamento in Cina e con la Fed che ha appena abbandonato la propria politica espansiva. Non solo negatività in ottica macro con gli analisti che vedono l’inflazione Usa scendere sotto il 2,5% entro fine 2023, mentre quella europea, nello stesso periodo, dovrebbe attestarsi sotto il 4% con i PIL USA ed Europa visti a +2,6% e +1,3%. Per chiudere con un occhio alla tenuta dell’indice che evidenzia la distanza della credibilità internazionale della nostra economia rispetto a quella tedesca, oggi 8 giugno 2022, il differenziale bund btp decennale continua a stazionare in area 200 punti, in calo rispetto ai massimi dell’anno di qualche giorno fa.


