Tutela del risparmi: approfondimenti finanziari e di mercato a cura dello “Sportello SoS Imprese/privati” del Comune di Rezzato

Tutela del risparmi: approfondimenti finanziari e di mercato a cura dello “Sportello SoS Imprese/privati” del Comune di Rezzato

Per quanto riguarda i temi del debito sovrano periferico europeo, in casa nostra il differenziale odierno tra bund e btp decennale rimane, anche se di poco, al di sotto del tetto dei 300 punti continuando ad evidenziare importanti fluttuazioni giornaliere ma con un livello di tensione per il nostro titolo tutto sommato in calo rispetto alle scorse settimane.

Il mercato ci presenta in questa fase due mondi contrapposti, il comparto obbligazionario e gli indici di borsa. Chi oggi investe in titoli obbligazionari respira la convinzione di una crescita economica stabile che sarà accompagnata da tassi in lento ma costante rialzo.

 Nei momenti della corsa la borsa si dimentica delle guerre e delle brutte notizie privilegiando le buone nuove; in questo periodo di minor ottimismo le preoccupazioni che il mercato sconta e che spesso influiscono negativamente sugli indici possono peraltro essere lette in due direzioni: con l’individuazione del problema da una parte ma con anche l’individuazione della sua eventuale risoluzione dall’altra, per cui analizzando in questa duplice ottica le ultime notizie internazionali rileviamo che:

I sondaggi USA davano i democratici americani pronti ad appropriarsi del Congresso e pronti a cancellare tutte le riforme sin qui apportate dall’amministrazione, compresa quella fiscale che ha appena tagliato le tasse alle imprese. Gli USA ci presentano anche i tre pretendente democratici alle presidenziali del 2020 che nel nome di un nuovo populismo americano propongono la nazionalizzazione della sanità e il reddito di cittadinanza; in realtà il risultato elettorale statunitense ha evidenziato un Trump in forte recupero rispetto alle previsioni con un risultato tra i due partiti contendenti chiuso praticamente alla pari, con camera e senato ripartiti tra le due coalizioni.

Se è vero che la Cina, grazie alla politica protezionistica di Trump, parrebbe poter essere travolta da ulteriori nuovi dazi, con complicazione delle prospettive di crescita, è altresì vero che la svalutazione appare in grado di attutire i contraccolpi negativi del protezionismo americano dando nuovo smalto alla competitività delle esportazioni delle aziende cinesi ed alle importazioni di quelle occidentali che producendo in Cina potranno ammortizzare i dazi in uscita con i minori costi di produzione resi possibili
dalla svalutazione.

La Germania e l’Europa registrano importanti rallentamenti dei precedenti ritmi di crescita; pur non nascondendo la frenata degli ultimi tre mesi del PIL europeo non possiamo non considerare dell’influenza negativa esercitata dal settore automobilistico tedesco. Ci si attende però dal comparto un’inversione di tendenza che già nei prossimi mesi potrebbe manifestarsi.

La voglia di brexit, incerta ma sempre più vicina per molti cittadini europei, con l’Italia in netta contrapposizione con Bruxelles su temi di indebitamento collegato alla crescita, vede da un lato l’aristocrazia europea offesa dal comportamento italiano e pronta a infliggere sanzioni per il mancato rispetto dei parametri economici previsi, e dall’altro, in contrapposizione a questi atteggiamenti particolarmente severi, ci mostra Merkel e Draghi, ben consapevoli dei forti danni che una rottura con l’Italia potrebbe provocare alla Germania e all’euro, portatori di atteggiamenti maggiormente concilianti e incoraggianti al dialogo.