Bruciate, nella serata di ieri, le “vecchie” a Mazzano e Rezzato. Grande affluenza per l’appuntamento annuale con il tradizionale rogo quaresimale, da qualche anno accompagnato regolarmente dal processo alla vecchia.

La tradizione del “rogo della vecchia” affonda le sue radici negli antichi riti agricoli pre-cristiani delle popolazioni europee. Era considerato un rito purificatorio che, sotto molte vesti, serviva ad ingraziarsi la bella stagione attraverso la purificazione ignea del fantoccio.
La vecchia (o il fantoccio), rappresentavano la stagione invernale: distruggere il loro simulacro significava dire addio al “cattivo semestre” agricolo e ingraziarsi la bella stagione.
Oggi, in Italia e in Europa, molti paesi portano avanti questo rito, rivisitato in mille varianti, inserendolo all’interno del panorama cristiano alla metà della Pasqua, come giorno di riposo dai rigori della quaresima.



