Abrami Emanuele – Mercoledì 29 Luglio il tribunale di Brescia ha ufficialmente condannato ad una pena di ben 3 anni e 2 mesi di reclusione uno dei due ex-operai pubblici dipendenti del Comune di Rezzato (licenziati a causa di questa vicenda già da tempo). Parrebbe che i due abbiano fatturato a carico dell’amministrazione le spese per l’acquisto di materiali edili per dei lavori i quali non sono stati, però, a beneficio della comunità, ma di privati. I fatti dibattuti in aula risalgono al 2017 e al 2018, date fra le quali in comune erano giunti conti importanti per circa 7 mila euro.
Spese, quindi, sostenute dal Comune, che sarebbe stato truffato dai due (di 58 e 52 anni), i quali avrebbero impiegato i materiali così illecitamente acquistati per dei lavori in case di privati (svoltisi peraltro durante le ore in cui erano a disposizione del Comune stesso). Fra tutto, sembra essere stato utilizzato anche un ponteggio comunale per una serie di lavori svoltisi in casa di un amico di loro.
L’ex-dipendente di 58 anni è stato condannato nel corso del rito abbreviato, mentre il caposquadra ha scelto di difendersi in dibattimento, ed è quindi ancora in pieno processo.


