Abrami Emanuele – Obiettivo della Regione e di Anbi (Associazione regionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irregue) Lombardia è quello di trovare tutte quelle cave che, ora, possono essere convertite e “trasformate” in bacini d’interesse idrico utili non solo all’irrigazione ma anche al contenimento di eventuali e pericolose piene. A farsi portavoce di questa serie di analisi e considerazioni l’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi. Le cave individuabili che saranno eventuale oggetto di bonifica sono ovviamente da ricercarsi fra quelle dismesse. L’opera di riadeguamento di concretizzerà nella conversione delle stesse in bacini destinati all’accumulo di acqua. Tali bacini consentiranno di migliorare la produttività delle zone più inardite o comunque meno soggette a dare delle buone rese agricole. L’ottica di fondo, a prevalere e guidare i piani regionali, è dunque sempre quella di valorizzare ambiente e cultura, oltre che di prevenire il più possibile butti episodi di dissesto idrogeologico. Sicurezza ambientale e massimizzazione della produzione agricola: un cocktail perfetto per tutti, soprattutto per gli abitanti delle zone interessate dai futuri lavori. Sono ben 70 le cave già individuate come idonee a tale conversione. Fra queste non mancano ovviamente 18 considerate come “prioritarie prioritarie per l’integrazione della risorsa irrigua e il miglioramento della difesa idrogeologica” (nelle parole dei Rolfi). Fra queste figurano anche quella di Dalmine, Palazzolo, Castrezzato e soprattutto della nostra Mazzano. Già in fase di sviluppo un secondo documento di studio il quale determinerà i dettagli degli interventi, la spartizione dei fondi e includerà nuovi Comuni all’interno di quelli già selezionati per la prima fase di interventi fra i quali, parrebbe, anche quello di Rezzato. Vi terremo aggiornati sulle novità della Regione nei prossimi mesi.


