Davide Manfredotti – Il saldo demografico di un paese, di uno stato o di un territorio, viene calcolato facendo la differenza tra le nascite e le morti (saldo naturale) e quello tra immigrazione e partenze (saldo migratorio). In pratica calcolando il numero di nati e di morti in un determinato territorio e sommandolo a quello dei nuovi arrivati e di quelli che sono emigrati, si ottiene la crescita o la decrescita del numero di abitanti in un dato spazio di tempo.
Questo numero è molto importante per tenere monitorati particolari eventi che possono causare danni economici e non solo, anche per studiare eventuali progetti del futuro di una determinata area. Questo è il caso dell’epidemia di Covid-19 che ha fatto aumentare di molto il numero di decessi (in particolare nell’anno 2020) aggravando il trend di decrescita della popolazione bresciana che era già in atto da diversi anni. Se andiamo a sommare questo triste evento al calo delle nascite che pare oramai di difficile arresto, ci rendiamo conto che nell’ultimo decennio la popolazione bresciana ha subito un netto taglio.
Dallo scorso anno la diminuzione sul territorio provinciale è stata dello 0.1%: 1.387 abitanti. Lo dicono i dati dell’Istituto nazionale di statistica (ISTAT). Il saldo naturale è da calcolare tra gli 13.358 decessi e le 8.807 nascite nel 2021 che avrebbero portato ad una diminuzione di ben 4.551 persone. A questi, però vanno aggiunte 3.164 persone grazie ai movimenti migratori: risultato della sottrazione tra arrivati e partiti. Il risultato finale, dunque, sono 1.387 abitanti in meno.
Non un numero drastico. Il problema, invece, è più evidente se si inizia a ragionare sul lungo periodo. Un saldo negativo mantenuto per anni o decenni, invece, genera numeri più preoccupanti che possono far riflettere le amministrazioni del territorio in chiave di progettazione futura.
Basterebbe chiederlo ai paesi che, negli ultimi decenni, hanno visto una drastica diminuzione del numero di cittadini. Questo non è stato frutto di un abbandono generalizzato, ma di numeri piccoli che, mantenuti per un lungo periodo, provocano quote più importanti.
I nostri comuni, fortunatamente, non hanno fatto registrare i numeri provinciali e si sono attestati i centri più virtuosi della provincia. Sono tra i pochi in cui la diminuzione ha fatto spazio alla crescita o, quanto meno, ad un saldo parecchio prossimo allo zero.
Per quanto riguarda la Città di Rezzato il 1°gennaio 2022 sono stati rilevati 13.339 abitanti, che paragonati ai 13.341 del gennaio precedente, dimostrano una diminuzione di 2 abitanti.
Mazzano è uno dei pochi comuni in controtendenza, che ha visto addirittura una crescita: da 12.470 del gennaio 2021 a 12.516. Un positivo di 46 abitanti.
Anche la situazione di Botticino è rosea rispetto alla media provinciale: +47 abitanti, essendo passata da 10.641 a 10.678.
In tutta la provincia, invece, il 1° gennaio scorso sono stati registrati 1.254.322 abitanti: un calo di 1.387 bresciani rispetto ai 1.255.709 dell’anno precedente.


