Alfio Mosca – Nello scorso mese di aprile 2022 il cantiere per la costruzione della Tav tra Mazzano e Verona era completo al 30%. A una decina di mesi di distanza i lavori sono progrediti portando il quantitativo di realizzazione al 45%. L’obiettivo annunciato è quello di portare in funzione la linea entro l’anno 2026, a dimostrazione di quanto ci sia ancora da fare e quanto dovranno ancora attendere i cittadini per usufruire del servizio.
Difatti Mazzano sarà il punto di partenza di una nuova bretella ferroviaria alternativa alla Milano-Venezia. Arrivata a Calcinato si affiancherà all’autostrada e poi, da Lonato, inizierà un nuovo sistema di Gallerie. Proprio questa fase dei lavori è quella più intensa e delicata. A Lonato, in località Campagna, è presente la piccola cittadella che ospita i 200 operai al lavoro e i loro mezzi.
Tra questi il più caratteristico è la fresa cinese lunga 155 metri che si occupa dell’avanzamento delle gallerie. Un lavoro da 14m al giorno. Entro il prossimo anno dovrebbe riuscire a scavare altri 4km e 782m e vedere la luce di Desenzano.
Da qui la nuova tratta procederà fino a Peschiera del Garda dove, con un nuovo attraversamento di gallerie, porterà in Veneto. Naturalmente la difficile situazione economica vissuta in tutti i settori nell’ultimo anno non è stata di aiuto. I lavori, però, sono continuati con regolarità e senza grandi interruzioni. Punto focale del progetto, poi, è l’auto-sostenibilità.
L’impatto del nuovo sistema ferroviario intende essere minimo. Il materiale di scavo, innanzitutto, è riutilizzato per la costruzione della linea stessa e per altri interventi di miglioramento ambientale. Accanto a questo il progetto ha finanziato molte opere complementari come piste ciclopedonali per la mobilità dolce, nuove zone verdi e opere a servizio dei cittadini quali rotatorie, cavalcavia, strade e svincoli per il miglioramento delle condizioni di viabilità.


