Matilde Spina – Nel cuore della biblioteca “Franca Meo” di Mazzano, si apre un capitolo emozionante di inclusione sociale attraverso il progetto del bar gestito dalla cooperativa sociale La Rondine. I primissimi operatori sono stati Luca e Cristian, ben affiancati da degli esperti dalle educatrici Priscilla Olari, Sara Cappelletti e Valentina Bertoli.
L’iniziativa è volta a promuovere l’integrazione degli utenti dello Sfa (servizio di formazione all’autonomia) della Cooperativa. Il coinvolgimento va oltre la semplice preparazione di bevande: i ragazzi si prendono cura del bancone, degli spazi circostanti e, soprattutto, instaurano un rapporto speciale con la clientela.
Il Servizio offre un terreno fertile per lo sviluppo di competenze fondamentali. Luca e Cristian imparano a collaborare, a gestire le dinamiche lavorative e a familiarizzare con le responsabilità che comporta il loro ruolo. Operando in coppia e sotto la guida attenta degli educatori, acquisiscono puntualità, rispetto delle regole e autonomia, qualità che si tradurranno in preziose competenze nel loro percorso lavorativo futuro.
Le educatrici, inoltre, hanno sottolineato l’importanza di questo contesto come una sorta di “palestra” per prepararsi a situazioni esterne. Qui, i ragazzi sono liberi di esplorare, commettere errori e imparare, creando un ambiente dinamico e formativo.
Il bancone del bar ospita prodotti provenienti dalla pasticceria LièVita del Villaggio Sereno, un altro progetto di inclusione sociale della cooperativa La Rondine. Luca e Cristian, tra i tavoli e il bancone, gestiscono anche gli aperitivi. La loro presenza consente alla comunità di fruire di un ambiente che va oltre la mera funzione di bar, definendosi come un centro del sapere dove prendersi del tempo, socializzare e creare connessioni significative.
L’apertura del bar nella biblioteca “Franca Meo” di Mazzano è una vittoria per tutta la Comunità. È un passo significativo verso un’effettiva inclusione sociale, offrendo ai ragazzi la possibilità di sviluppare competenze lavorative e di diventare agenti di cambiamento. Un progetto che dimostra come la diversità possa arricchire non solo il mondo del lavoro, ma anche il tessuto sociale nel suo complesso.


