Elena Muti – Giulio Ferrari, un giovane regista quindicenne di Padenghe, ha conquistato il palcoscenico internazionale vincendo il premio per la miglior animazione al prestigioso Festival del Cinema Nuovo di Bergamo. Il corto, dal titolo “A Melody of Friendship”, celebra l’amicizia e l’inclusione attraverso la storia toccante di un granchietto emarginato e di un uccellino impigliato, che trovano la forza di aiutarsi e di cantare insieme, superando le barriere della solitudine.
Il film, realizzato con la tecnica della stop motion, ha richiesto mesi di dedizione e pazienza: Giulio ha creato gli animaletti in pongo, li ha spostati sul piano di lavoro e ha scattato ogni singolo movimento, trasformando così migliaia di fotografie in un racconto vibrante e commovente. Un lavoro meticoloso, che ha visto il giovane cineasta dedicarsi con passione a ogni fotogramma per dare vita a una storia che, in parte, riflette anche la sua esperienza personale.
Giulio frequenta il centro Gioc-Abile della cooperativa sociale La Rondine di Mazzano, un luogo dedicato ai minori con disturbo dello spettro autistico, che lo ha sostenuto e incoraggiato in questo progetto. La cooperativa ha proposto la candidatura del corto di Giulio al concorso, aperto a opere realizzate da persone con disabilità, dove oltre 170 film sono stati sottoposti al giudizio della giuria, con 27 finalisti.
Il teatro Donizetti di Bergamo, il 27 settembre, ha ospitato la serata delle premiazioni, un momento emozionante per Giulio, che ha condiviso la sua gioia ringraziando tutte le persone che lo hanno supportato lungo il percorso, tra cui l’educatrice Federica Ortogni e l’insegnante di sostegno Nicola Munari. Il giovane regista sogna di continuare a fare cinema, e di lasciare un’impronta nel mondo come regista.
La sua passione per il cinema è evidente e questo riconoscimento rappresenta solo un passo in avanti nel suo cammino artistico, un percorso che mette in luce la bellezza della diversità e l’importanza dell’inclusione, temi celebrati dal Festival del Cinema Nuovo e incarnati perfettamente dal suo lavoro. Il corto di Giulio non è solo un’opera di animazione, ma un messaggio di speranza e solidarietà, una dimostrazione di come l’arte possa unire e superare ogni tipo di barriera. La storia del granchietto e dell’uccellino diventa così una metafora potente, capace di toccare il cuore di chiunque la guardi.


