Botticino dice addio a una figura simbolica della sua comunità: Maria Cantaboni si è spenta all’età di 105 anni, portando con sé un secolo di storia e memoria collettiva. Nata il 22 luglio 1919, Maria era cresciuta nella frazione Mattina, nella contrada di Sott’Acqua, l’ultima zona del territorio di Botticino sottratta alle paludi. Questa zona è stata il luogo che ha segnato gran parte della sua esistenza e dei suoi ricordi più autentici.
Maria è stata una delle voci più significative della memoria locale. Nel 2022, insieme ad altri anziani della Valverde, aveva partecipato alla realizzazione del libro “Terra avara” di Daniele Bonetti e Beppe Prati, in cui raccontava la vita di inizio Novecento. In questo libro, Maria e gli altri testimoni avevano condiviso la loro esperienza, descrivendo le fatiche, le gioie e le speranze vissute in un territorio spesso difficile, con l’intento di raccontare alle nuove generazioni il loro vissuto e i sacrifici compiuti per migliorare la comunità.
Dopo il matrimonio con Pietro Cremonesi nel 1944, Maria aveva vissuto con il marito anche al Vescovado, lavorando come portinaia e crescendo i loro tre figli: Angiolina, che non c’è più, Armando e Carlo, che oggi piangono la sua scomparsa. La contrada Sott’Acqua, tuttavia, è sempre rimasta al centro dei suoi pensieri e dei suoi ricordi. Spesso ricordava i cambiamenti avvenuti in quella zona, lamentandosi di alcune scelte che, secondo lei, avevano impoverito il patrimonio storico e culturale del luogo, come la demolizione della storica casa dei Prati.
Con la scomparsa di Maria Cantaboni si chiude un capitolo importante della storia di Botticino, una storia fatta di quotidianità, di fatica e di radici profondamente legate alla terra. Maria rappresentava non solo la memoria storica, ma anche un monito per chi, forse, si è allontanato troppo dalle tradizioni e dai valori semplici della vita di un tempo.


