Angelo Moscarda – Un cantiere aperto che guarda avanti, con lo sguardo rivolto alla prossima stagione culturale. Al Museo del Marmo di Botticino sono in pieno svolgimento gli interventi di riqualificazione della “serra”, lo spazio situato dietro Villa Labus, in via Cave 74, nella frazione di Mattina. Partiti con l’obiettivo di risolvere i problemi legati alle infiltrazioni d’acqua piovana, i lavori si stanno rivelando un’occasione per ripensare in chiave contemporanea un’area strategica del polo museale.
In origine si trattava di sistemare la copertura, mettere mano alle pareti interne danneggiate, sostituire i vecchi serramenti e rinnovare l’area esterna. Ma, come spesso succede nei cantieri su edifici storici, una volta aperti i lavori sono emerse nuove criticità. In particolare si è scoperto che la parete nord è costantemente umida a causa di un terrapieno con tre metri di terra irrigata, grondaie malridotte e una seriola che scorre a pochi passi. A peggiorare la situazione, il fatto che in passato diversi scarichi privati siano stati collegati al sistema del museo, causando frequenti tracimazioni. La risposta? Una controparete ventilata, soluzione tecnica che eliminerà l’umidità e permetterà anche un restyling degli allestimenti interni della “serra”. Il tutto con un investimento rivisto al rialzo: dai 214mila euro iniziali si passerà a circa 244mila euro, coperti interamente con fondi propri, senza ricorrere a contributi esterni.
Ma non finisce qui. Villa Labus, cuore pulsante delle attività culturali del paese, sarà a sua volta oggetto di interventi mirati. Nella sala teatro, utilizzata da Auser, verranno sostituiti alcuni serramenti del tetto con elementi in vetrocemento, così da mantenere la luce naturale eliminando il rischio di nuove infiltrazioni. Si punta a chiudere il cantiere entro l’estate. Obiettivo: inaugurare a settembre con una nuova mostra dal titolo “Botticino nell’arte”, un’esposizione partecipativa che raccoglierà quadri e opere conservati nelle case e nei negozi del paese. Un modo per raccontare, attraverso colori e pennelli, l’identità visiva di un territorio in evoluzione.


