Le borse di studio dedicate a Silvio Bonomi celebrano l’impegno dei collaboratori e i loro figli, a conferma di una visione d’impresa che mette al centro le persone e i valori condivisi.
“Siamo fortunati”. Con queste parole, Sandro Bonomi ha aperto la cerimonia di consegna delle borse di studio 2025. Un pensiero che riguarda il privilegio di vivere in un Paese che offre la possibilità di realizzare i propri obiettivi e costruirsi un percorso di crescita. È da questa consapevolezza che nasce il messaggio centrale del suo intervento: il vero patrimonio di Bonomi Industries sono le persone, la loro voglia di fare, le idee che portano ogni giorno al lavoro.
Le borse di studio, dedicate alla memoria del fondatore Silvio Bonomi, nascono dal desiderio di onorare un uomo che ha creduto nel lavoro come via di crescita e dignità. “Mio padre – ha ricordato Sandro Bonomi insieme al fratello Giuliano – partì con due macchine in un piccolo laboratorio. Oggi vogliamo continuare quel cammino mettendo al centro chi ogni giorno costruisce la nostra azienda. Il vero patrimonio non è il fatturato, ma le persone e i loro valori”.
Giunta alla seconda edizione, l’iniziativa ha premiato quattordici studenti, figli e collaboratori, che si sono distinti per i risultati di eccellenza ottenuti negli studi. Alcuni erano stati premiati anche lo scorso anno: segno della costanza del loro impegno e della determinazione nel perseguire i propri obiettivi.
Tre di loro lavorano in azienda e hanno raggiunto un traguardo di studio mentre erano impegnati nel lavoro quotidiano: come Carla Leoni, che ha frequentato un corso serale per ottenere il diploma con il supporto dell’impresa. “È bello vedere i giovani farsi strada, ma anche per noi adulti è una soddisfazione arrivare al traguardo” ha detto, emozionata. Il suo esempio ha ricordato che imparare non ha età e che i risultati, frutto dell’impegno, non sono mai banali.
Nicolò Cascione, già premiato nella scorsa edizione, ha espresso gratitudine per la fiducia rinnovata: “Questo riconoscimento è uno stimolo a fare meglio”. Un pensiero condiviso anche da Nicola Sorsoli.
Edoardo Dora, premiato insieme alla sorella Alice, ha ricordato che “non conta la condizione di partenza, ma la volontà di migliorarsi”.
Nel suo intervento, Anna Pastone ha condiviso l’evoluzione del suo percorso: “Sono entrata in azienda da studentessa in stage. Qui ho capito che un’impresa che crede nelle persone permette di crescere e sviluppare il proprio potenziale “. Ha poi aggiunto: “Questa borsa rappresenta un contributo tangibile, un invito a non farsi tentare dalle scorciatoie. La ricompensa vera arriva con la fatica e la dedizione”.
Elisabetta Sandrini ha ricordato che “non è scontato che un’azienda privata istituisca borse di studio. È un contributo concreto a sostegno delle spese, che valorizza l’impegno e offre benefici non solo a noi e alle nostre famiglie, ma anche alla società, che in futuro miglioreremo con il nostro lavoro “.
Molti altri hanno raccontato la stessa gratitudine. Alice Bonomelli e Giulia Usai hanno parlato del sostegno delle famiglie, Martina Cantamessa, Laura Ranno e Daiana Marvataj della soddisfazione di vedere riconosciuti i sacrifici di anni di studio, mentre Beatrice Montrone e Noemi Chiampan hanno ringraziato per “l’attenzione concreta verso chi studia e lavora”.
Durante la serata, Giuliano Bonomi ha ricordato come questa iniziativa rappresenti “un modo per ringraziare le famiglie che da anni camminano al nostro fianco. Ogni risultato dei loro figli è anche un nostro orgoglio, un riflesso dei valori condivisi che tengono insieme l’azienda”.
Accanto a lui, Sandro Bonomi ha ribadito che “il lavoro dà soddisfazione quando è parte di una storia comune. Premiare lo studio significa restituire qualcosa a chi contribuisce, ogni giorno, a costruire questa impresa”.
Le borse di studio, oltre al riconoscimento materiale, sono un segnale di continuità. Nessuna distinzione tra chi studia all’università e chi frequenta un istituto tecnico, tra chi lavora in azienda e chi sogna di farlo. Conta l’impegno, conta la volontà.
Sul palco, accanto ai giovani, le famiglie. Negli sguardi dei genitori si leggeva orgoglio e riconoscenza. “Questa – ha detto Sandro Bonomi – è la parte più bella: vedere i ragazzi che crescono e le famiglie che si emozionano insieme a noi”.
Bonomi Industries destina oltre il 98% della sua produzione all’estero, ma mantiene saldo il suo legame con il territorio. L’azienda si impegna attivamente a generare valore per la comunità locale, creando nuove opportunità di sviluppo. Tra le sue molteplici iniziative, un esempio concreto è la collaborazione con alcuni istituti formativi, volta a favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. In Bonomi Industries si lavora, si cresce, si studia. E si impara che il successo non si misura in numeri, ma nella forza delle relazioni che lo rendono possibile.






