Davide Manfredotti – Un importante nucleo di documenti storici è stato donato al Museo Nazionale di Storia Patria di Rezzato. Si tratta di oltre mille materiali tra fotografie, disegni, bozzetti, carte amministrative e schizzi, tutti provenienti dall’archivio della ditta “Gaffuri e Massardi”, poi “Lithos e Marmi” di Virle Treponti, azienda che partecipò alla realizzazione dell’Altare della Patria e di numerose opere monumentali italiane ed estere.
Il progetto che ha portato al ritrovamento rientra nell’iniziativa avviata dal Museo, intitolata “Donare non Buttare i cimeli di guerra”. Come spiega Michele Torreggiani, che dirige la struttura insieme a Marco Facchetti, “ci è stato devoluto materiale che riassume tutte le Guerre d’Indipendenza, l’Altare della Patria”. La donazione comprende firme di personalità come Angelo Zanelli, Giovanni Renica ed Ernesto Biondi, oltre a diverse centinaia di fotografie artistiche della fine dell’Ottocento e molti schizzi non firmati.
Il materiale racconta non solo la storia del Vittoriano, ma anche quella di altri cantieri rilevanti. A Roma compaiono tracce dei lavori per il Palazzo di Giustizia, il Ministero dell’Istruzione e la Sinagoga dell’Isola Tiberina. A Milano emergono interventi nei palazzi del Corriere della Sera, del Credito Italiano, nel Monte di Pietà, nella Società Bancaria Italiana e nella sede della Banca d’Italia.
Una parte dell’archivio testimonia inoltre importanti committenze internazionali: la Regina Vittoria del Regno Unito, Re Edoardo VII e Re Giorgio V, la realizzazione della Thanent House a Londra, il monumento all’Imperatrice Vittoria ad Allahabad in India, quello a Gordon Pashà a Khartum in Sudan e il monumento ai caduti della Guerra Anglo-Boera a Grahamstown, in Sudafrica.
Tra le testimonianze più rilevanti vi è la fotografia del modello dell’Altare della Patria presentato ai bresciani nel luglio del 1889 da Giuseppe Zanardelli, poco dopo la decisione della Commissione del Vittoriano di impiegare il marmo Botticino. Notevole anche il gruppo di disegni e cartoni preparatori prodotti dalla “Scuola di disegno industriale d’arti e mestieri”, fondata da Luigi Massardi nel 1896 e sostenuta da enti nazionali e locali fino al 1928.
Sulla rilevanza del ritrovamento si esprime anche l’architetto Riccardo Romagnoli, che definisce il materiale “un patrimonio storico documentario incredibile ed unico”. A sua volta Ivan Confortini, maestro d’arte e membro di una famiglia di scalpellini impegnata nelle rifiniture del monumento romano, lo descrive come “un ritrovamento incredibile”. Il Museo rinnova l’appello rivolto ai cittadini: chi possiede cimeli di guerra o materiali storici può contribuire alla loro conservazione contattando il numero 3485821227.


