Elena Muti – Nel panorama energetico italiano la provincia di Brescia occupa ormai una posizione di primo piano. Con oltre 3.500 megawatt di potenza installata da fonti rinnovabili, il territorio si distingue per una produzione energetica capace di sostenere una parte significativa dei consumi locali. Un modello che coinvolge anche diversi poli produttivi della cintura urbana, tra cui Rezzato, dove la presenza industriale ha favorito la diffusione degli impianti fotovoltaici sui tetti dei capannoni.
Secondo i dati dell’annuario statistico di Terna, il sistema energetico bresciano ha raggiunto 3.524 megawatt di potenza installata da fonti rinnovabili, con una produzione annua stimata tra 5.700 e 6.000 gigawattora. Questa quantità di energia copre circa il 45 per cento dei consumi provinciali, un risultato significativo se si considera che il territorio resta uno dei più energivori d’Italia. Il sistema industriale locale, dominato dal comparto siderometallurgico, ha infatti assorbito nel 2025 circa 9.000 gigawattora di energia, con una spesa complessiva superiore a 1,2 miliardi di euro.
La struttura del sistema energetico bresciano si fonda su un equilibrio tra diverse fonti. Il pilastro principale rimane l’idroelettrico, con una potenza installata pari a 2.260 megawatt. Le centrali distribuite lungo le vallate dei fiumi Oglio e Chiese garantiscono una produzione costante che sostiene il funzionamento delle attività industriali. Quasi metà dell’energia idroelettrica lombarda proviene dal territorio bresciano, grazie a una rete di impianti storici e infrastrutture strategiche.
Tra gli elementi più rilevanti figura una grande centrale di pompaggio, tra le più potenti in Europa, che funziona come sistema di accumulo per la rete elettrica nazionale. L’energia prodotta dalle centrali lungo l’Oglio, dalle derivazioni del Chiese e dall’area gardesana contribuisce a consolidare il ruolo della provincia come nodo energetico di riferimento nel Nord Italia.
Negli ultimi anni si è affermato con forza anche il fotovoltaico. Tra il 2024 e il 2025 la provincia ha superato la soglia di un gigawatt di potenza solare installata, arrivando a 1.081 megawatt complessivi. Questo risultato assegna a Brescia il primato nazionale tra le province per capacità fotovoltaica.
La particolarità del modello bresciano risiede nella modalità di diffusione degli impianti. La maggior parte dei pannelli è installata sui tetti degli edifici produttivi, evitando la realizzazione di grandi parchi solari a terra. Molti capannoni industriali si sono trasformati in vere e proprie centrali energetiche per l’autoconsumo, una scelta favorita anche dall’aumento dei costi dell’energia.
All’interno di questa rete diffusa, oltre al capoluogo, un ruolo importante è svolto da diversi centri industriali della provincia. Tra i territori più coinvolti figurano Montichiari, Castenedolo, Rezzato e Lumezzane, dove la presenza di attività produttive ha accelerato la diffusione delle installazioni solari. Nel complesso la provincia conta oltre 68 mila impianti fotovoltaici, collocandosi al secondo posto nazionale dopo Roma, che però dispone di una popolazione molto più ampia.
Parallelamente stanno prendendo forma anche nuove esperienze legate alle comunità energetiche rinnovabili, soprattutto nei centri più piccoli. Queste realtà consentono a enti pubblici, imprese e cittadini di condividere energia prodotta localmente, contribuendo alla riduzione dei costi energetici.
Il quadro energetico bresciano si completa con altri settori meno visibili ma comunque rilevanti. Bioenergie, recupero del calore e sistemi di teleriscaldamento contribuiscono infatti a ridurre il consumo di gas naturale. In questo contesto anche la filiera agricola, particolarmente attiva nella Bassa bresciana, svolge un ruolo nella produzione di biogas.
Nel complesso emerge un sistema energetico articolato che integra produzione industriale e fonti rinnovabili. Territori come Rezzato si inseriscono pienamente in questo percorso, grazie alla diffusione degli impianti fotovoltaici nelle aree produttive. La combinazione tra industria e innovazione energetica rappresenta uno degli elementi più caratteristici del modello bresciano, oggi tra i più avanzati a livello nazionale.


