Una nuova direttrice su rotaia: Rezzato e Mazzano snodi chiave nella futura metrotranvia per il Garda

Una nuova direttrice su rotaia: Rezzato e Mazzano snodi chiave nella futura metrotranvia per il Garda

Giovanni Malfenti – Con 22 chilometri di binari e un investimento previsto da oltre 700 milioni di euro, la metrotranvia tra Brescia e Villanuova sul Clisi inizia a prendere forma. Il progetto, presentato in Broletto e firmato dall’Università di Brescia, immagina una nuova linea di trasporto rapido su rotaia capace di collegare in modo sostenibile la città al bacino del lago di Garda. Tra i territori protagonisti del tracciato spiccano Rezzato e Mazzano, due centri che giocano un ruolo cruciale nel disegno complessivo dell’opera.

Rezzato sarà uno dei primi comuni attraversati dopo il capolinea cittadino di Sant’Eufemia. Mazzano, subito dopo, rappresenta un passaggio strategico non solo per la densità abitativa ma anche per la sua collocazione lungo l’asse viabilistico tra Brescia e il lago. L’intera zona soffre da anni per l’intenso traffico sulla SS45bis, in particolare nelle ore di punta. La metrotranvia punta a offrire un’alternativa reale all’uso dell’auto, con treni capaci di viaggiare a 45 km/h e una stima di 10 milioni di passeggeri l’anno.

Il sistema previsto è a metà tra tram e metropolitana, e dovrebbe garantire una connessione più rapida e meno impattante sul piano ambientale. Le fermate saranno 11 in totale, distribuite in 9 comuni, con l’obiettivo di servire in modo capillare studenti, pendolari e turisti. A Rezzato e Mazzano, secondo lo studio, i binari dovrebbero inserirsi nel tessuto urbano, favorendo l’accesso diretto alle stazioni. Non in tutti i comuni sarà possibile fare altrettanto, ma nei due centri dell’hinterland orientale l’obiettivo è proprio quello di intercettare i flussi dove si concentrano.

Lo studio di prefattibilità presentato dai professori Giulio Maternini e Benedetto Barabino non è ancora il passo definitivo, ma segna un punto di svolta. Come riportato dal Bresciaoggi, il vicepresidente del Broletto Fabio Rolfi ha annunciato che a settembre verranno convocati amministratori e stakeholder per un ulteriore accordo di programma.

Sul fronte economico, i costi di realizzazione — pari a 722 milioni — sono considerati sostenibili se rapportati ai benefici. Tuttavia, resta il nodo dei finanziamenti. E anche i costi annuali di gestione, stimati tra 8,9 e 12,6 milioni di euro, pongono interrogativi. Se ricadessero sui comuni, significherebbe nel più oneroso degli scenari oltre 1 milione di euro l’anno ciascuno. Un altro elemento non ancora chiarito è la frequenza dei treni, dato essenziale per capire quanto il servizio sarà davvero competitivo rispetto all’auto privata. Da essa dipenderanno anche i costi per il materiale rotabile e l’efficienza complessiva dell’infrastruttura. Infine lo studio suggerisce che il collegamento fino a Salò sia una priorità futura. Ma si tratta di un’estensione impegnativa, soprattutto per i dislivelli e la necessità di ulteriori gallerie. Nel frattempo, Rezzato e Mazzano si preparano ad affrontare una possibile trasformazione urbana e logistica, che potrebbe ridisegnare il modo di muoversi tra città e lago nei prossimi anni.