Alfio Mosca – C’è un aspetto che spesso sfugge quando si parla di sicurezza: non è solo una questione di controlli o interventi, ma anche di presenza e capacità di entrare nei contesti reali della vita di tutti i giorni. L’incontro organizzato all’oratorio Don Bosco di Rezzato, durante il consueto appuntamento del martedì con la tombola, va letto proprio in questa direzione. Non si è trattato di una conferenza formale né di un’iniziativa costruita su distanza e rigidità. Al contrario, il comandante della Polizia locale Giacomo Fola e l’assessore Angelo Laffranchi hanno scelto di inserirsi in un momento già consolidato, fatto di relazioni e abitudini, per parlare direttamente alle anziane presenti. Una scelta che, più del contenuto stesso, racconta un metodo. Il tema affrontato – quello dei raggiri che sfruttano la buona fede per estorcere denaro – è tra i più delicati. Non solo per la diffusione di questi episodi, ma per la loro natura: situazioni costruite per sembrare credibili, spesso improvvise, che colpiscono proprio chi non si aspetta di essere preso di mira. In questo senso, portare esempi concreti e indicazioni pratiche in un contesto informale diventa un passaggio decisivo. La comprensione non passa più solo da spiegazioni teoriche, ma da un confronto diretto, immediato. L’elemento più interessante emerso dall’iniziativa è proprio questo: la prevenzione funziona quando si avvicina alle persone, non quando resta distante. Parlare di sicurezza mentre si gioca a tombola può sembrare insolito, ma è proprio questa dimensione a rendere il messaggio più efficace. Si crea un clima che favorisce l’ascolto, si abbassano le difese, si apre uno spazio di fiducia. In un territorio come quello di Rezzato, iniziative di questo tipo indicano una direzione chiara. Non basta informare, serve costruire consapevolezza attraverso modalità accessibili e riconoscibili. La presenza delle istituzioni, in questo caso, non si limita a un ruolo formale, ma si traduce in un contatto diretto, capace di incidere davvero. L’incontro all’oratorio Don Bosco diventa così qualcosa di più di un semplice momento informativo. È un esempio di come la prevenzione possa diventare parte integrante della quotidianità, senza bisogno di strutture complesse. E, soprattutto, dimostra che anche gesti semplici, se mirati, possono contribuire a ridurre i rischi prima ancora che si trasformino in problemi concreti.


